lunedì 8 marzo 2021


 SOCIOLOGIA

LE PRINCIPALI FORME DI REGIME POLITICO: LA DEMOCARAZIA

La sfera politica ha storicamente assunto forme diverse a seconda del tipo di società nella quale si sviluppò; in generale possono essere di due tipi: autoritario, caratterizzato da un élite di persone al comando, e democratico, cioè aperto alla partecipazione degli strati sociali.

Per anni in Europa, ha dominato il modello assolutistico, ricordiamo per esempio i casi del regime tedesco ed Italiano durante gli anni 30 del Novecento. Oggi si, invece, propende per un sistema democratico. Questo termine significa letteralmente governo del popolo, e disegna uno stato in cui un regime politico formula delle leggi e il governo dello Stato è in mano alla società. Infatti quest'ultima ha accesso il potere politico, al contrario di quello che accade nei contesti del totlitarismo. 


LE CARATTERISTICHE DEL TOTALITARISMO

Un'altra caratteristica dei totalitarismo è un'ideologia guida, tramite il quale la società viene controllata. Inoltre, impone ai cittadini un comportamento senza il loro reale consenso, ma basandosi unicamente sull'uso della forza, tramite l'organo della polizia. Altre caratteristiche sono il controllo dell'informazione, che si attua tramite la censura, e la presenza di un nemico assoluto, ovvero una persona indicata dal comando come pericoloso.  

LE CARATTERISTICHE DELLA DEMOCRAZIA

 La democrazia è invece caratterizzata dall'alta legittimità della sfera politica, datagli dal popolo stesso; è cardinale infatti il consenso popolare, che però è molto facile da ottenere, senza una spontanea approvazione. Ad ogni modo, senza di questo la democrazia non può funzionare: infatti il popolo controlla continuamente l'operato dello stato: tramite le elezioni, per esempio, si può revocare il potere ad una persona. 

DOMANDE PAGINA 383

1. Per anni in Europa, ha dominato il modello assolutistico.

2. il termine democrazia disegna uno stato in cui un regime politico formula delle leggi e il governo dello Stato è in mano alla società, ed è convenente alla società industriale perché guarda agli interessi del popolo.

3. la caratteristica principale di un sistema autoritario è la presenza di un élite di persone al comando, che eclissano il popolo dalla sfera politica.

4. un nemico assoluto è una persona indicata dal comando come pericoloso,  come ad esempio il popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale in Germania.


DOMANDE PAGINA 385

1. ongni regime politico tenta di ottenere consenso per non causare dissidi.

2. particolarmente la democrazia è basata sul consenso popolare.

3. nei regimi totalitari si cerca di ottenere l consenso con false promesse e creando un nemico comune.


venerdì 5 marzo 2021



 LA PEDAGOGIA DI DEWEY

Parallelamente alle nuove scoperte scientifiche, molti studiosi iniziarono a delineare un impianto su come dovesse essere messa in atto l'innovazione in ambito pedagogico: il maggiore apporto fu dato da fiolosofo e pedagogista statunitense John Dewey, che si mosse in maniera sistematica, fiolosofica e politica.

Una delle sue opere più importanti è sicuramente il saggio il mio credo pedagogico, in cui l'educazione viene presentata come un processo attraverso il quale l'individuo assimila le conoscenze, le abilità e le tecniche, conquistate dall'umanità nel suo cammino storico. L'educazione è inoltre un processo si stimolazione e rafforzamento delle potenzialità individuali. Sul piano sociale si deve agire nella consapevolezza dei vincoli e delle regole che governano la convivenza tra esseri umani, favorendo l'inserimento costruttivo del bambino nella società in cui vive. 

Scuola e società è invece il resoconto dell'esperienza compiuta dalla scuola sperimentale annessa alla facoltà pedagogica di Chicago, basata sulle attività manuali, sulla corporazione e sulla soluzione dei problemi. In questo senso, la scuola va organizzata secondo le esigenze e gli interessi dei fanciulli. La scuola è inoltre concepita come progressiva, poiché presuppone lo sviluppo graduale dell'allievo, partendo dal contesto in cui vive. Successivamente, questa idea verrà completata in Democrazia e educazione, in cui l'educazione viene concepita come un'attività sociale in cui l'individuo eredita i concetti di bene e male, che tende alla democrazia, ovvero alla convivenza pacifica.

Un altro punto cardinale della pedagogia di Dewey è l'esperienza, vista come base di ogni conoscenza, e viene rappresentata come intreccio evolutivo tra l'essere umano e la natura: una teoria ha significato vitale solo se validata dall'esperienza. Il pensiero pensiero è lo strumento necessario perché questo accada, poiché permette di verificare continuamente la validità delle affermazioni, dunque di immergersi nell'esperienza per trasformarla . L'esperienza è feconda, se permette di comprendere i significati sottesi all'esperienza e le conoscenze  che ne deriva.

Alla base della concezione teorica della scuola attiva, sta la concezione del sapere come processo in continua evoluzione, in cui i saperi sono sottoposti a continua rivalutazione e verifica. Per creare un ambiente favorevole all'apprendimento è necessario assecondare i desideri, le capacità individuali e i bisogni dei fanciulli. La pecca dell'ambiente scolastico tradizionale sta nel fatto che esso non è vitale: non lascia spazio ad interpretazioni e permette solo la sottomissione ad esso. 

Un altro importante caposaldo della concezione pedagogica di Dewey,è la concezione dell'educazione come partecipazione dell'individuo alla conoscenza sociale della specie, che trova la sua manifestazione nella vita democratica. Se la società democratica è il prodotto dell'intelligenza tra gli uomini, educare all'intelligenza è necessario. Infatti, per quanto la sua concezione pedagogica sia pragmatica ed empirica, egli non disdegna le finalità etiche dell'istruzione: essa doveva infatti guidare l'umanità verso una nuova fede, segnata dalla scienza e dalla tecnica. 

La concezione di Dewey fu essenziale per il rinnovamento scolastico negli Stati Uniti, e ben presto egli divenne uno dei portavoce per i diritti dell'infanzia, anche se in un momento non facile a causa dell'instaurarsi dei totalitarismo in Occidente. 

DOMANDE PAGINA 22

1. Sul piano sociale, secondo il filosofo,  si deve agire nella consapevolezza dei vincoli e delle regole che governano la convivenza tra esseri umani, favorendo l'inserimento costruttivo del bambino nella società in cui vive: in tal senso la scuola deve essere come una piccola comunità.

2.  l'esperienza è vista come base di ogni conoscenza, poiché permette di confutare e rivalutare continuamente i saperi.

3.Se la società democratica è il prodotto dell'intelligenza tra gli uomini, educare all'intelligenza è necessario.

4. si, nell'educazione sono comprese anche delle finalità etiche, poiché essa guida l'umanità verso una nuova fede, segnata dalla scienza e dalla tecnica. 



giovedì 4 marzo 2021

LE AVANGUARDIE DELLA PEDAGOGIA

Il mondo della scuola non restò indifferente di fronte alle innovazioni nella concezione pedegogi


ca dell'infanzia: infatti si aprì un dibattito riguardo a come sarebbe stato meglio adattare la scuola alle nuove esigenze dettate dalla modernità. Si propose una maggiore attenzione alle lingue moderne rispetto a quelle classiche, approfondimenti scientifici e del lavoro manuale, la diffusione di pratiche sportive e di stili di vita il più democratici possibile.

Fu nei collegi convitti che per la prima volta si manifestarono le innovazioni in materia pedagogica: ne sono un esempio e scuole nuove, fondate in Francia e Germania. I primi esempi furono però Abbotshole e Bedales, in Inghilterra, seguite poi dalla Casa di educazione di campagna in Germania. La prima innovazione fu l'introduzione di una disciplina frutto di una gestione democratica: come nel caso di Abbosthole, funzionavano come degli stati in miniatura. La formazione del carattere era perciò costituita dalla capacità di adeguarsi alle regole di convivenza. Ricorrente in questi contesti, fu inoltre, l'attenzione al rapporto con la natura.

Anche il ruolo dell'insegnate si dovette innovare: per esempio nelle Ecole des Roches Demolis, l'insegnante era visto come un uomo completo che altre alle materie scientifiche e classiche, doveva insegnare la morale. 

Le esperienze descritte rimasero per molto tempo, solo un fenomeno di élite: la scuola secondaria di inizio Novecento, rimase infatti ancora legata agli impianti e ai programmi tradizionali. Non bisogna dimenticare inoltre, che a causa della povertà era frequente il fenomeno del lavoro precoce.

DOMANDE PAGINA 16

1 i collegi convitti erano considerati l'opzione migliore, perché oltre ad insegnare le discipline scolastiche, educavano ad uno stile di vita sano e ad una morale forte. 

2. una delle maggiori innovazioni  fu l'introduzione di una disciplina frutto di una gestione democratica: come nel caso di Abbosthole, funzionavano come degli stati in miniatura. 

3.nelle Ecole des Roches Demolis, l'insegnante era visto come un uomo completo che altre alle materie scientifiche e classiche, doveva insegnare la morale. 

4. queste esperienze sono rimaste elitarie per molto tempo, poiché  la scuola secondaria di inizio Novecento rimase ancora legata agli impianti e ai programmi tradizionali e perché, a causa della povertà, era frequente il fenomeno del lavoro precoce.

martedì 2 marzo 2021


BOYHOOD E LA NORMALITA' NEL CAMBIAMENTO

Boyhood è un film indipendente del 2014 scritto e diretto da Richard LinklaterIl film ha partecipato in concorso alla 64ª edizione del Festival di Berlinodove Linklater ha vinto l'Orso d'argento per il miglior regista.

 Il film segue la vita del giovane Mason, dai sei anni, quando frequenta la scuola elementare, fino ai diciannove anni, quando entra al college, raccontando il rapporto con i genitori divorziati, i traslochi, le nuove scuole, i matrimoni falliti della madre, il rapporto conflittuale con la sorella Samantha, la nuova relazione del padre, seguendo anche l'evoluzione degli oggetti d'uso quotidiano, tecnologici e non, e i cambiamenti culturali, sociali e politici degli anni.

Questo esperimento vuole celebrare il cambiamento. Il suo racconto passa attraverso momenti in linea di massima ordinari o eventi poco importanti, quel che conta è il passare del tempo, cambiare realmente. Il tempo infatti, non viene visto come una condanna, ma come un fattore naturale, che porta con se cambiamento, come è tipico che sia.

mercoledì 24 febbraio 2021


L'INIZIATIVE PER I GIOVANI

 Anche il mondo giovanile, subì, in questo periodo, delle profonde innovazioni, legate alla vita cittadina e alla sfera culturale. Nacque un nuovo modo di intendere la giovinezza: come un momento di ribellione e di esaltazione all'incoscienza. Nonostante questo si intrapresero degli studi atti a superare queste convinzioni, come ad esempio quelli di Stanley Hall: secondo i suoi studi, l'adolescenza era caratterizzata da sentimenti contrastanti e diversi turbamenti dovuta alla necessità di entrare nella vita adulta. Per sostenerli nella loro transizione era necessario che i giovani acquisissero un carattere forte, promuovendo i loro ideali come degni di interesse: solo in questo modo si sarebbe riusciti a superare il loro individualismo. 

Queste nuove concezioni si tradissero in delle nuove iniziative educative: la prima fu intrapresa in Germania, con i Wnadervögel. Questi giovani erano animati da uno spirito antiborghese, che si esprimeva nella vita a contatto con la natura, nel disprezzo del mito del denaro e della felicità materiale, del successo, della vita comoda, oltre che dei valori della liberaldenocrazia. Gli studiosi Wyneken e Geheeb, si interessarono allo studio di questo fenomeno, dando vita ad alcune comunità educative, in cui i loro valori spirituali potessero essere sviluppati. 

Diverso fu invece il movimento scoutistico, che nacque in Gran Bretagna nel primo decennio del '900, per volontà di Powell. Esso aveva come scopo la valorizzazione del tempo libero some tempo utile per l'educazione; qui l'esplorazione e la scoperta, si intrecciavano con il contatto con la natura e l'educazione allo stare in gruppo. 

In questo periodo si svilupparono anche gli sport, in quanto l'adolescenza venne concepita come età particolarmente adatte a forgiare sia il corpo che il carattere. Si crearono così delle società sportive.

DOMANDE PAGINA 10

1. inizialmente si guardava alla giovinezza, come ad un momento di ribellione e di esaltazione all'incoscienza, ma nonostante questo si tentò di svincolarsi da questa mentalità.

2. Hall identificò questo periodo come caratterizzata da contrasti e incomprensioni, ma che non dovevano essere repressi, ma anzi ascoltati.

3. L'esperienza di Wyneken e Geheeb era più istituzionalizzata rispetto a quella di Powell, che portava avanti l'iniziativa di un gruppo autonomo di ragazzi. 

VERSO LA PEDAGOGIA SCIENTIFICA 

Un altro cambiamento importante avvenuto in questo secolo fu l'integrazione delle scienze, come la biologia, nell'educazione, dando vita alle così dette scienze dell'educazione. Il movimento che portò con se l'innovazione, prese il nome di scuola nuova, e in Italia attivismo. 

Questi cambiamenti si tradissero in un maggiore interesse per i fatti empirici dell'educazione, creando delle pratiche didattiche funzionali allo sviluppo mentale dei bambini. attraverso lo studio in laboratorio delle manifestazioni sensoriali e intellettive, anche con situazioni di disabilità, gli studiosi ebbero una più precisa idea di quali fossero i processi dello sviluppo psichico infantile.

Nel 1879, Wilhelm Wundt, fondò a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale, per poi essere seguito da altri paesi. Nacquero in questi luoghi i primi test di intelligenza, grazie a
Binet. Lo scopo di queso strumento era identificare alunni che avessero particolare bisogno di aiuto in determinate materie. Grazie alla collaborazione con Simon, vennero apportati alcuni perfezionamenti al test, fino a raggiungere, grazie allo psicologo tedesco Stern, il test del QI: il calcolo del rapporto tra età mentale ed età cronologica.

Questi studi portarono a definire le differenze tra l'intelligenza adulta e l'intelligenza infantile, che ebbero utili conseguenze sul modo di intendere l'infanzia. Secondo Binet, gli elementi conoscitivi erano gli stessi in entrambe le fasi, e le differenze erano unicamente in ambito quantitativo e qualitativo: nel bambino prevaleva la comprensione di tipo sensoriale, mentre nell'adulto quella di tipo astratto.

L'EDUCAZIONE DEI SOGGETTI DISABILI

Durante questo periodo fu Claperede ad orientarsi particolarmente verso l'educazione dei soggetti disabili, considerati inadatti alla scolarizzazione. Egli rivolse la sua attenzione agli insegnanti, sostenendo che avessero loro per primi, la necessità di apprendere nuove modalità didattiche, idonee a favorire la crescita intellettuale di queste persone. 

DOMANDE PAGINA 6

1. la pedagogia del '900 può definirsi scientifica, poiché subì un processo di integrazione con le scienze, come la biologia.

2. le inizative pedagogiche sperimentali intraprese furono la creazione di laboratori atti allo studio delle età mentali.

3. Secondo Binet, gli elementi conoscitivi erano gli stessi in entrambe le fasi, e le differenze erano unicamente in ambito quantitativo e qualitativo: nel bambino prevaleva la comprensione di tipo sensoriale, mentre nell'adulto quella di tipo astratto.


 PEDAGOGIA

LA NUOVA CONCEZIONE DELLA PEDAGOGIA: IL XX SECOLO

Il XX secolo si aprì con una grande fiducia nei confronti dell'educazione, e con un interesse nel rendere quest'ultima più rispettosa nei confronti delle esigenze infantili. Nel 1902 uscì infatti il saggio della scrittrice svedese Ellen Key, chiamato Il secolo dei fanciulli, in cui si affermava che se l'infanzia fosse stata posta al centro della vita pubblica e privata, l'umanità sarebbe stata resa migliore. Il testo divenne un punto di riferimento per i maggiori pedagogisti del secolo, tra cui la Montessori.


E' importante affermare che nonostante questa fiducia, non tutti i problemi furono risolti: a causa delle guerre, per esempio, morirono molti bambini. Ad ogni modo, non si può ignorare il fatto che vi fu una sempre maggiore attenzione nei confronti della pediatria e della psicologia infantile. A tal proposito, si moltiplicarono le strutture scolastiche, che divennero luoghi appositi e non improvvisati, forniti di materiale adeguato; si vide inoltre formarsi il primo abbozzo disistima scolastico aperto anche ai ceti popolari. Emersero anche nuove figure  professionali che si occupassero dei ragazzi: medici, neuropsichiatri, psicologi, educatori.

La base di questa svolta fu il nuovo modo di intere l'infanzia, che divenne un momento da valorizzare e in cui far crescere le potenzialità infantili; per educare bisognava fare leva sulla qualità naturali del ragazzo. Solo così facendo, si sarebbe potuta raggiungere un'età adulta buona. 

PAGINA 4 DOMANDE

1.  l'infanzia divenne un momento da valorizzare e in cui far crescere le potenzialità infantili.

2. la scuola divenne meno elitaria grazie all'introduzione di un abbozzo di sistema scolastico, che mirava ad ampliare il diritto allo studio.

3.  le nuove figure che andarono a nascere furono medici, neuropsichiatri, psicologi ed educatori.

SOCIOLOGIA A COSA PUO' PORTARE L'UTILIZZO DEI MEDIA? Con l'avvento dei meda, molti studiosi iniziarono a domandarsi su quali eff...