giovedì 28 gennaio 2021


UNA NUOVA SENSIBILITA'

Durante l'Ottocento, la concezione dell'infanzia non era affatto omogenea: vi era infatti, un'infanzia borghese, ed un'infanzia contadina; sopratutto questo punto risultò essere critico, perché spesso i bambini non andavano a scuola, ma a lavorare: Erano molto soggetti a malattie come il vaiolo, inoltre. I movimenti che denunciarono questa situazione furono quelli della poetessa inglese Elizabeth Barret Browning, e degli scrittoti come Victor Hugo e Charles Dickens, ma particolarmente i feuilleton, ovvero un giornale; inoltre ricordiamo le opere di Tolstoj, tradotte in esperimenti educativi dei ragazzi nelle campagne, e quelle di Itard e Seguin per i ragazzi con disabilità. 

Questi sono gli antefatti di una pedagogia puerocentrica. Anche in Italia, questa nuova sensibilità emerse dalle opere letterarie: grazie all'uscita, a puntate, sul "giornale per bambini" di Pinocchio, da parte di Carlo Collodi. In quest'opera viene per la prima volta espresso, il diritto di essere bambino. Parallelamente, nel 1897, Giovanni Pascoli, pubblica diversi saggi nei quali concepisce la teoria del fanciullino, che vede l'infanzia come unico momento in cui l'individuo può essere considerato puro.

IL TRAMONTO DELLA PEDAGOGIA POSITIVISTA

Verso la fine del secolo, il positivismo iniziò a vacillare, in quanto considerato inadatto a spiegare il senso della vita. In pedagogia, venne abbandonata la filosofia di Spencer, per favorire quella di Kant e Herbert; pertanto si favorì una concezione del metodo scientifico come mezzo per completare l'educazione, non per determinarla, e in ambito metodologico vennero applicate le tecniche degli Herbertianti tedeschi. Il principale esponente di questo movimento fu Luigi Credaro, il quale si dedicò alla diffusione dell'educazione popolare e al rafforzamento dell'educazione scientifica. Altri, come la Montessori, agirono in ambito più prettamente pedagogico.

PAGINA 379 DOMANDE

1. l'infanzia che emerge dai libri di fine ottocento, è squilibrata tra borghesi e contadini.

2. i fenomeni contro i quali si schierò l'opinione pubblica, furono lo sfruttamento lavorativo infantile e la mortalità.

3. il positivismo iniziò a vacillare, in quanto considerato inadatto a spiegare il senso della vita.

4. In Italia coloro che dimostrano una sensibilità puerocentrica furono Pascoli e Collodi. 


L'EDUCAZIONE FEMMINILE

 Il positivismo portò anche delle notevoli modifiche per quanto riguarda la concezione della donna nell'istruzione, anche se un pò timidamente perché si credeva ancora che le donne dovessero avere un'educazione pratica. Grazie a diversi giornali che sottolineavano l'importanza di un'istruzione per le donne, redatti da parte delle stesse donne (spiccano le figure di Giulia Molino Colombini e Caterina Franceschi Ferrucci) che però propendevano ancora  per un'educazione atta all'utile, nel contesto familiare. per un'educazione atta all'utile, nel contesto familiare; nonostante questo iniziarono a diffondersi atenei dedicati ad entrambi i sessi. Questo cambiamento assunse anche valori simbolico, poiché rappresentava un cambiamento nella società italiana. Di questo passo, nel 1875 le università vennero aperte anche alle donne e nel 1883 i licei.

DOMANDE PAGINA 376

1. il positivismo fece si che venissero aperti atenei per entrambi i sessi.

2. Nonostante questo rimasero profonde differenze, perché si credeva ancora che le donne dovessero avere un'educazione pratica.

3. spiccano le figure di Giulia Molino Colombini e Caterina Franceschi Ferrucci, anche se ancora propendevano per un'educazione atta all'utile, nel contesto familiare.


PEDAGOGIA

POSITIVISMO E LOTTA CONTRO L'IGNORANZA

 In Italia, la cultura positivista giunse con un certo ritardo; a rallentare questo fenomeno contribuirono la mancanza dello sviluppo industriale e la diffusione dogmatica dell'ideologia, con la riduzione dell'uomo ad un puro e semplice fenomeno della natura. Infatti, il positivismo conseguì meriti in seguito alla modernizzazione dello Stato unitario, il quale portò ad un aggiornamento della cultura e all'ampiamente dei campi del sapere. Nell'ultima parte del XIX secolo si verificò un notevole sviluppo delle scienze scoiali e degli studi politici come l'economia. Le teorie dell'evoluzionismo diedero nuovo impulso a discipline come antropologia e criminologia, in particolare grazie a Cesare Lombroso. I risultati degli studi scientifici vennero utilizzati per combattere i pregiudizi ed ignoranza, e per migliorare le condizioni vita: l'obbiettivo era quello di creare una felicità generale, come aveva teorizzato John Stuart Mill e la scuola utilitaristica. 

IL POSITIVISMO ITALIANO

Grande attenzione fu riservata all'educazione, alla quale venne affidata la costruzione di quella società moderna che avrebbe dovuto essere basata su principi diversi dalle prevalenti tendenze spiritualistiche. Con Carlo Cattaneo erano emerse alcune rivalorizzazioni dell'illuminismo. Ma furono i positivisti a gettare le basi della svolta sperimentale della pedagogia. 

In particolare il positivismo italiano contributi ad evidenziare fattori molto rilevanti per la pedagogia globale. Uno di questi è il grande senso critico delle analisi; l'altra è la diffusione di una mentalità self helpista, quindi intraprendente, attiva e disposta a confrontarsi con le novità. In questo senso, la scienza viene assunta come metodo conoscitivo basato sull'osservazione critica e sul controllo delle procedure. Pertanto , la sua maggiore caratteristica è l'antdogmatismo. Come suggerì Aristide Gabelli, il ruolo della scuola era proprio produrre individui slegati da dottrine superate e pronti a potenziare le loro capacità individuali.

Pasquale Villari, lo scopo della scuola era quello di abituare gli individui a pensare autonomamente, a fondare le loro credenze non su esperienze di altri ma sulle proprie, formare persone pronte al cambiamento, attraverso il metodo scientifico. Così facendo, egli auspicava, si sarebbero potuti risolvere i problemi legati alla povertà; se questo venisse fatto allosra il risorgimento italiano si sarebbe potuto compiere pienamente. 

Nonostante questa spinta alla scienza non vennero screditati i licei classici, visti come eccellente base per una formazione tecnica furtura, poiché dediti all'insiegnamento del lavoro ben fatto.

IL SELF HELPISMO

Nel 1865 comparve Italia il libro del giornalista e scrittore scozzese Samuel Smiles, il quale affermava che il raggiungimento di uno status sociale elevato doveva passare necessariamente per un cambiamento di mentalità in positivo. Per raggiungere questo obbiettivo è necessario il self-helpismo, poiché in grado affermare le qualità di ognuno e di vincere gli ostacoli; o meglio, di volgere gli ostali a proprio vantaggio. A proposito di questo argomento, Michele Lessona pubblicò un libro contenente le biografie di persone, che sono state capaci di fare questo, in modo da ispira altre persone ad emularle. Altri autori pubblicarono opere simili, concentrandosi particolarmente sulla questione dei ceti più poveri, affermando che il riscatto sociale è possibile. 

DOMANDE PAGINA 375

1. in Italia, il positivismo portò alla risoluzioni di alcuni problemi legati alla povertà, inquinato dimostrò che il riscatto sociale era possibile.

2. l'educazione assunse una grandissima importanza, poiché vista come ottimale per la creazione di una società buona.

3. Come suggerì Aristide Gabelli, il ruolo della scuola era proprio produrre individui slegati da dottrine superate e pronti a potenziare le loro capacità individuali.

4. Nonostante questa spinta alla scienza non vennero screditati i licei classici, visti come eccellente base per una formazione tecnica furtura, poiché dediti all'insiegnamento del lavoro ben fatto.

5. il self-helpismo era in grado affermare le qualità di ognuno e di vincere gli ostacoli; o meglio, di volgere gli ostali a proprio vantaggio. 

mercoledì 27 gennaio 2021


 SOCIOLOGIA

LE DIFFERENZE CULTURALI

Nell'ottobre 1989, in Francia accadde un episodio particolare: tre studentesse islamiche si presentarono in classe con il capo coperto dall'hijab, secondo la tradizione musulmana, e furono espulse dalle autorità scolastiche dopo essersi rifiutate di toglierlo durante le lezioni. Seguendo questo esempio, pochi giorni dopo successe la stessa cosa ad altre ragazze islamiche in altre scuole. Le ragazze furono infatti accusate di una troppo vistosa ostentazione religiosa. Similarmente, la stessa cosa è capitata con la poligamia. 

L'aspetto notevole è che le problematiche riguardo a questi aspetti, si manifestano solo quando le vulture emigrano dal loro paese di origine; e questo trascende da quale siano il paese di provenienza e il paese di arrivo. 

La conflittualità tra culture, deduciamo, è causata dalla stessa migrazione di culture. Infatti, il problema è andato ad intensificarsi nell'utltimo decennio, poiché è proprio in questo periodo che le migrazioni si sono intensificate; inoltre, generalmente, le culture migranti non sono propense a mischiare la loro cultura con quella del nuovo paese, creando così la compresenza tra tradizioni diverse.

E' importante notare però che oggigiorno, l'Europa e gli Stati Uniti (luoghi a cui vedono i migranti orientali) stanno attuando delle riforme per valorizzare la multiculturalità, a causa della decadenza dell'ideale illuminista di uguaglianza come valore: oggi si tende a considerare le differenze individuali e sociali come un valore positivo.

 I MOVIMENTI PER I DIRITTI CIVILI

Il dibattito sulle differenze culturali nasce negli anni Settanta in Nordamerica: essi iniziarono a denunciare le opposizioni subite in passato e a chiedere equità. In particolare, in questa prima fase, si chiedeva maggiore inclusione sociale e piena cittadinanza. In un secondo momento, tuttavia, alcuni movimenti radicali iniziano a sostenere che l'ideale di uguaglianza appartenete ai movimenti liberali (per esempio) non sia altro che un'ingiusta pretesa assimilazione, che finisce in ogni caso per favorire un'elitè. Per take ragione si sviluppa la credenza che non sia importante omologare gli individui, ma valorizzare le loro peculiarità e rendere queste accettate. 

A partire dagli anni Ottanta, negli Stati Uniti va a perdersi l'ideale che una società perfettamente amalgamata possa garantire equità; si propende dunque per la rivendicazione delle proprie origini e tradizioni. L'Europa parallelamente, è scossa dalla cosidetta questione delle minoranze nazionali: la presenza, sui territori, di gruppi etnici stranieri che non si sono mai integrati. A questo si aggiungono le continue problematiche causate dai flussi migratori, da parte di persone intenzionate a stabilirsi nei territori per lunghi periodi di tempo, non visti molto bene dalle popolazioni autoctone. 

IL MULTICULTURALISMO

Attraverso tutti questi fenomeni, ci si è resi conto che le tradizioni culturali non hanno struttura uniforme e richiedono sempre maggiore valorizzazione. Con il termine multiculturalismo si indica un modello di convivenza interfonica fondato sulla valorizzazione delle differenze ed accettazione. 

Una sua versione più moderata sostiene che esistano degli diritti fondamentali appartenenti a tutti gli uomini, a prescindere dal loro stato di provenienza. In un'altra più radicale viene affermato che il sistema attuale non rispetta pienamente le esigenze individuali, e pertanto richiede che vengano introdotti specifici diritti collettivi, che sovrastino il pensiero dei singoli.

DOMADE PAGINA 355

1. quando un immigrato entra in contatto con una cultura appartenete ad un altro paese, la sua cultura non viene accettata.

2. la società multiculturale è una società in cui convivono culture anche molto diverse tra loro, e nelle quali queste vengono omologate.

3. storicamente l'alternativa alla multiculturalità è la valorizzazione delle differenze culturali.

DOMANDE PAGINA 356

1. il dibattito per la valorizzazione delle differenza sociali nasce in Nord America negli anni sessanta.

2. un acritica che viene mossa alla democrazia liberale è quella di promuovere l'uguaglianza tra cittadini, ma nei fatti di valorizzare unicamente un'elitè.

3. molti movimenti rivendicano la loro differenza culturale perché sostengono la valorizzazione e la rinascita delle loro culture originarie, in modo tale che quest'ultime possano essere vissute.

DOMANDE PAGINA 358

1. le richieste delle minoranze europee sono di poter vivere negli stati ospitanti, come i cittadini autoctoni, costituendo una vita lavorativa e familiare in quel luogo.

2. Con il termine multiculturalismo si indica un modello di convivenza interfonica fondato sulla valorizzazione delle differenze ed accettazione. 

3. il multiculturalismo rappresenta una sfida per la società attuale perché impone lei di accettare una visione nuova del mondo, a cui non è abituata.

lunedì 25 gennaio 2021

 I RITI RELIGIOSI, PROFANI E DI PASSAGGIO

Generalmente un rito religioso può essere inteso come un complesso si azioni e gesti, la cui sequenza è prestabilita e fissa. I riti hanno particolare importanza perché suscitano emozioni collettive e personali che hanno un ruolo importante nel trasmettere la visione del mondo, i valori, le credenze di una religione. Infatti, non è necessario che un rito sia religioso, ma anche si stampo patriottico o sociale: tali riti vengono detti profani. In ogni caso, i riti sono sempre connessi a qualcosa di sacro: i valori, le autorità, identità, potere. Se i riti ci indicano cosa fare, ci indicano parallelamente anche cosa non fare (tabù): infatti, tutta la vita sociale è legata ad essi.

Invero, il passaggio degli individui da una condizione sociale o spirituale ad una diversa, è sempre sottolineata da una circostanza sacra. Tale sacralità deriva dal fatto che i riti sono compiuti in nome di determinate divinità. Tali riti vengono chiamati riti di passaggio; anche i riti di iniziazione sono riti di passaggio, perché sanciscono il cambiamento da una condizione sociale ad un altra, e con questo si assume anche un nuovo modo di vedere il mondo. 


DOMANDE PAGINA 250

1. i riti religiosi vengono fatti in nome di una divinità, i riti prfani in nome di un'altra autorità socali.

2. la bandiera è simbolo di nazionalismo.

3. i riti di passaggio, sono delle azioni che segnano il passaggio da una condizione sociale ad un'altra.

domenica 24 gennaio 2021


ANTROPOLOGIA

COS'E' LA RELIGIONE

 Oggi per religione si intende un insieme di credenze che si fondano su dogmi e cerimonie, che hanno lo scopo di avvicinare i fedeli ad esseri soprannaturali; se questi essere sono molteplici la religione is dice politeista, se è uno solo monoteista. Generalmente le divinità vengono venerate in luoghi appositi.

Questa non è però una regola: alcune religioni non hanno dogmi, alte non hanno dei (Buddhismo), ed alter nemmeno templi. Se dunque spostiamo la nostra attenzione da questi aspetti che sono puramente formali, possiamo definire la religione come un complesso di pratiche e credenze che riguardano dei fini ultimi e di cui si fa garante una forza superiore. Questa definizione esprime dunque la dimensione di significato della religione, ovvero dei valori che esprime, e del potere, costituita dalla credenza che vi sia un essere superiore che influenzi la vita umana.

Le credenze di una religione sono spesso relative alle preoccupazioni umane: la religione offre ai credenti la facoltà di affrontare le loro sofferenze e le ingiustizie terrene, diffondendo la speranza che esista un mondo migliore.

Oltre a ciò ha anche la funzione di unire gli individui secondo valori comuni: per la diffusione delle religioni sono spesso importanti i testi sacri, anche se non in tutte sono presenti; in particolare le religioni monoteiste propongono come valori buoni solo alcuni determinati e costanti, mentre quella politeiste sono sempre pronte ad accogliere nuovi dei e nuove energie.

SIMBOLI SACRI

 Ad esercitare un ruolo importante nelle religioni sono i simboli, perché rimandano a qualche verità profonda. Emile Durkheim definì le simbologie religiose come fonte di autorità nei confronti della divinità, che suscitano quasi timore, sopratutto per chi non è consacrato.

Secondo altre analisi, i simboli religiosi hanno la facoltà di dare orine ad un mondo caotico, quindi di consolare gli esseri umani.

Perchè un simbolo risulti riconoscibile, bisogna che la sua sacralità si imponga alla sensibilità dei soggetti; quest'ultimi però devono essere educati al riconoscimento del simbolo stesso. Questo processo si realizza attraverso i riti: infatti una religione non può essere vissuta veramante se non attraverso i suoi riti.

 PAGINA 245 DOMANDE

1. Oggi per religione si intende un insieme di credenze che si fondano su dogmi e cerimonie, che hanno lo scopo di avvicinare i fedeli ad esseri soprannaturali.

2.se questi essere sono molteplici la religione is dice politeista, se è uno solo monoteista.

3. i simboli sacri suscitano sentimenti si unione, ma anche di rispetto e autorità.

4. l'educazione alla religione ha la finalità del riconoscimento dei simboli religiosi.


mercoledì 20 gennaio 2021


ROSSO COME IL CIELO E LE INNOVAZIONI PEDAGOGICHE

 La storia del film “Rosso come il cielo” parte da una vicenda reale, quella di Mirco Mencacci che da non vedente e’ diventato oggi uno dei piu’ importanti montatori del suono del cinema italiano.

Il film racconta la sfida di Mirco, un bambino toscano di dieci anni che, dopo aver perso la vista, lotta tenacemente contro i pregiudizi affinche’ i propri sogni si realizzino.

Siamo negli anni settanta e la legge vieta ai bambini ciechi di frequentare le normali scuole pubbliche. Il bambino e’ quindi costretto a proseguire gli studi in un istituto per ciechi a Genova, dove vige un sistema educativo arretrato che lo destina a lavori marginali e alla rinuncia della propria personalita’.

Ma il protagonista non si arrende e quando un giorno trova un registratore e scopre che puo’ raccontare delle storie fatte di suoni e rumori, capisce di aver trovato la sua strada.

Anche se osteggiato dall’istituto, Mirco coltiva la sua passione e, con l’appoggio degli altri bambini e di don Giulio, mettera’ in scena una “favola sonora”, dando a tutti un’opportunita’ per esprimere se stessi e la proprio fantasia.

La storia di “Rosso come il cielo” e’ soprattutto rappresenta un esempio di determinazione e di coraggio, anche quando ci si trova in una situazione di svantaggio. Anche la realizzazione del film nasce da una scelta audace. Il regista, Cristiano Bortone, ha voluto rendere protagonisti proprio alcuni bambini non vedenti, facendoli recitare accanto ai bambini normovedenti. L’atmosfera di grande complicita’ che si e’ creata tra questi piccoli attori ha arricchito tantissimo il film e ha fatto si’ che si riuscisse a descrivere il mondo dei bambini in modo semplice e diretto.

E' sicuramente un'opera commovente, che rappresenta oltretutto un'importante fonte storica delle innovazioni pedagogiche del 1800, che come sappiamo si concentrarono proprio su i soggetti descritti nel film.

SOCIOLOGIA A COSA PUO' PORTARE L'UTILIZZO DEI MEDIA? Con l'avvento dei meda, molti studiosi iniziarono a domandarsi su quali eff...