sabato 16 gennaio 2021


LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA SPECIALE

 Verso la metà del XIX secolo si manifestò anche un notevole interesse verso i soggetti con deficit psichici. Dopo il primo attento di Itard, si moltiplicarono ricerche mediche con annesse approfondite pratiche pedagogiche. Generalmente si fa coincidere la nascita della psicologia speciale con l'opera di Itard, anche se effettivamente venne messa in atto con le pratiche intraprese a favore dei sordi e dei ciechi, i primi portatori di handicap considerati "educabili".

GLI ISTITUTI PER SORDI E CIECHI

Nel campo dei sordomuti fondamentali furono le esperienze dell'abate Charles-Mchel de l'Epee, fondatore nel 1771dell'istituto per sordomuti di Parigi, e dell'insegnate laico Samuel Heinicke che istituì una scuola pubblica a Lipsia. Anche in Italia vennero aperti istituti simili, da parte di Tommaso Pendola e Ottavio Assarotti, i fratelli Giuseppe e Cesare Gualandi, Giulio Tarra e Pasquale Fornari.

Anche per i ciechi i primi tentativi vennero attuati in età illuminista. Studiosi come Valentin Haüy, Johann Wilhelm Klein e Louis Braille; in particolare il metodo di quest'ultimo, basato sulla creazione di punti in rilievo percettibili al rato, divenne molto celebre, dino ad essere proclamo metodo universale per la lettura e la scrittura dei ciechi, al Primo congresso internazionale per l'educazione nel 1878. 

Anche in Italia vennero fondate scuole per soggetti ciechi, in particolare a Padova e Milano.

L'EDUCAZIONE DEI SOGGETTI PORTATORI DI HANDICAP PSICHICI

Fu più tardo lo sviluppo di istituti per soggetti portatori di handicap psichici. Una figura fondamentale a proposito fu Edouard Seguin, allievo di Itard. Nel 1847, dopo aver lavorato per anni nei raparti ospedalieri in cui queste persone erano ricoverate, aprì una prima scuola speciale, in cui educò una trentina di bambini giudicati irrecuperabili. Egli costruì degli strumenti e estese delle linee guida mirato all'educazione di questi soggetti, che vennero poi prese come esempio da pedagogisti successi.

Seguin afferma che per quanto "les idots" non potano mai primeggiare in ambito sociale, sta nell'operativo educativo degli insegnanti il dovere di dare a tutti un'educazione adeguata. La loro condizione, afferma, è peggiorata da quello che si potrebbe fare ma non si fa.

In Italia la questione dei soggetti con handicap psichici fu presa in esame sopratutto dai medici e dagli psichiatri, che diedero loro l'appellativo di frenastenici. Fu però scarsa l'attenzione dei pedagogisti, a causa della loro mancata formazione scientifica e del loro impiego nella lotta contro l'analfabetismo. I medici che tentarono di attribuirsi la questione furono Sante De Sanctis e Giuseppe Sergi, ma per ottenere qualcosa di memorabile servì l'avvento di Maria Montessori. 


DOMANDE PAGINA 365

1. le prime iniziative risalgono all'età illuminista.

2. Louis Braille fu importante perché inventò un metodo che permise ai soggetti ciechi di leggere e scrivere.

3. Seguin fu importante perché per primo considerò i soggetti con handicap psichici come degni di educazione.


LA PEDAGOGIA SPERIMENTALE

 Grazie all'intervento di questi studiosi, la pedagogia iniziò ad assumere una sempre maggiore posizione di rilievo in quanto vero e proprio metodo sperimentale di studio. Per l'affermazione della pedagogia come scienza, fu fondamentale l'intervento del laboratorio di psicologia sperimentale di Wilhelm Wundt, a Lipsia. Gli studi qui condotti furono decisivi per la creazione della psicologia scientifica e ambirono a dimostrare sperimentalmente il funzionamento di alcuni aspetti della psiche umana; queste problematiche erano connesse anche agli aspetti educativi, poiché fu subito evidente che l'educazione poteva avere delle ripercussioni psicologiche. In tal senso, l'educazione sarebbe stata tanto più efficace quanto più adattevole alle necessità psicologiche individuali. La pedagogia iniziò a necessitare di conoscenze psicologiche specifiche, al fine di migliorare i propri metodi di educazione. Per ovviare a questa necessità fu necessario l'avvento di Alferd Binet e Theodore Simon.

DOMADE PAGINA 362

1. tramite le ricerche psicologiche fu subito evidente che l'educazione poteva avere delle ripercussioni psicologiche. In tal senso, l'educazione sarebbe stata tanto più efficace quanto più adattevole alle necessità psicologiche individuali.


LA PEDAGOGIA DI EMILE' DURKHEIM

 Emilè Durkheim è considerato uno dei maggiori studiosi della storia, in quanto fondatore della scienza sociale moderna. In particolare si concentrò su modi di agire e di pensare collettivi, i loro rapporti con la genesi e il funzionamento delle istituzioni, applicando le leggi dell'evoluzione all'analisi sociale. Secondo la sua filosofia, l'educazione era il frutto dell'ambiente sociale in cui un individuo vive; questa varia a seconda delle condizioni storiche classiche e delle classi sociali a cui poggia: esiste un'assoluta dipendenza tra il sistema formativo e la struttura sociale. L'educazione non è perciò infatti naturale, ma sociale. 

Per capire meglio questa posizione, è necessario ricordare che secondo Durkheim l'uomo è costituito da dude esseri: quello individuale, cioè un insieme di bisogni e desideri, e quello sociale, ovvero un sistema di idee, sentimenti ed abitudini che rispecchiano quelle del gruppo di cui facciamo parte. L'educazione è dunque quell'azione sociale e personale al tempo stesso che innalza l'individuo al di sopra di se stesso, conformandolo all'ideale della coscienza collettiva. 

Durkheim riserva molta attenzione al principio dell'ordine sociale, dal momento che senza ordine sociale nulla può sopravvivere: è un imperativo etico. Quindi l'educazione ha come primo scopo l'apprendimento di queste norme. Infatti, la scuola costituisce la struttura sociale più importante, insieme alla famiglia, poiché educa all'ethos collettivo. E' infatti espressione dei bisogni sociali e della morale collettiva e rappresenta il luogo collettivo per la formazione individuale. Essa infatti costituisce l'attuazione di due principi fondamentali nell'analisi sociologica di Durkheim: la riproduzione e l'integrazione. La scuola riproduce, infatti, il sistema di idee esterno e garantisce l'integrazione delle giovani generazioni nella società futura. 

Una critica che venne posta allo tudioso riguarda la possibile creazione, più che di individui disciplinari, di indeividui amansuatvi, che obbediscono alle regole sociali.

DOMANDE PAGINA 362

1. la pedagogia ha il ruolo di delineare linee guida pe rie scuole, luogo in cu l'individuo impara l'ordine sociale e compie la sua realizzazione.

2. diversamente da Spencer, Durkheim afferma che l'individuo non è completante integrato alla sua evoluzione naturale, ma può deviare da essa, scendo dall'ordine sociale.

3. l'educazione permette di passare dall'io individuale all'io sociale, poiché grazie alla scuola inserisce l'individuo in un contesto sociale ampio, in cui abito l'individuo ad adeguarsi alle sue regole sociali, ma al tempo stesso potenzia le sue capacità intrinseche.

4. la scuola è essenziale poiché è l'espressione dei bisogni della collettività di un determinato periodo, e per questo educa gli individui a vivere in quella società stessa.


L'EDUCAZIONE DI HERBERT SPENCER

Herbert Spencer ottenne molto riscontro, perché elaborò una teoria filosofica di impianto evoluzionista, in cui propose una rivalutazione del sapere umano, compreso quello pedagogico. Egli elaborò la tesi dell'evoluzione come legge universale, applicabile ad ogi campo sella realtà, quindi anche alla società umana, ala linguaggio, all'arte, ecc. Nel 1861 Spencer presentò la sua pedagogia evoluzionistica nella prima edizione del saggio Educazione intellettuale, morale e fisica. 

In particolare, secondo la sua tesi, la legge dell'evoluzione poggia su tre caratteristiche specifiche: il passaggio da una forma meno coerente a una più coerente; il passaggio dall'omogeneo all'eterogeneo; dall'indefinito al definito. Il cammino evolutivo sarebbe dunque sostenuto da un moto propulsivo e da una forza di conservazione e riutilizzazione delle esperienze. L'intelligenza umana altro non sarebbe che un dato ereditario consolidato durante l'evoluzione mediante un progressivo accumulo di esperienze. 

Egli ritiene che l'educazione dell'uomo dovesse svolgersi tenendo conto prima di tutto della sua condizione di essere naturale; il fine dell'educazione è perciò strettamente legato alla concezione dell'uomo naturale, che si esprime tramite alcune attività che hanno carattere prioritario per la conservazione della specie; solo in ultima posizione Spencer poneva le attività che mirano alla soddisfazione personale. 

Di conseguenza lo studioso diede grande importanza alla formazione fisica dell'individuo, seguita dalla padronanza dell'intelletto tramite il metodo scientifico. Infine veniva l'educazione morale, che si concretizzava con l'adeguamento alle regole naturali, ovvero alle consuetudini sociali. In tal senso, la pedagogia di Spencer risultava essere perfettamente inline con i principi della società borghese.

DOMANDE PAGINA 360

1. la pedagogia di Spencer può essere considerata evoluzionistica perché concepisce come processo evolutivo ogni branca del sapere, tramite un moto propulsivo e una forza di conservazione e riutilizzazione delle esperienze: in tal senso l'intelligenza umana altro non sarebbe che un dato ereditario consolidato durante l'evoluzione mediante un progressivo accumulo di esperienze. 

2. l'evoluzione è costituita da un moto propulsivo e una forza di conservazione e riutilizzazione delle esperienze.

3. lo scopo dell'educazione è formare individui pronti a seguire le nome sociali e morali.

4, è importante la formazione fisica perché l'educazione è un processo di evoluzione naturale, che parte della naturalità dell'individuo, quindi dalla sua fisicità.


PEDAGOGIA

LA PEDAGOGIA DELL'ETA' DEL PROGRESSO

Intorno alla metà del XIX secolo lo scenario pedagogico si avvicinò molto alla moderna corrente di pensiero del positivismo. Quest'ultima venne fondata da August Comte nella sua opera Corso di filosofia positiva (1830-1842), in cui ricostituisce la storia sulla base della nozione di progresso, arrivando a concludere che la scienza e il metodo sperimentale sono le vie più adatte per raggiungere un sapere corretto. 

Il secondo principio della modernità scientifica venne invece introdotto da Charles Darwin, il quale elaborò la teoria evolutiva, mettendo in discussione i dogmi religiosi. L'uomo non è più dunque un domatore della natura, ma il risultato delle sue combinazioni casuali. 

Ovviamente, il verbo scientifico ifluenzò anche la pedagogia: il processo educativo fu concepito come un campo di applicazione dele forze evolutive messe a punto sul piano biologico, sociologico ed etico. L'educazione era dunque un fatto naturale da esplorare con i metodi biologici, psicologici, psicologici e sociologici: per questo si inizia a parlare di scienze dell'educazione.

A questa nuova sincera venne affidato il compito di ordinare lo sviluppo della società: non solo il suo compito era trasmettere il sapere, ma anche perpetrare valori socialmente utili, quali la laboriosità, la disciplina, il patriottismo, il rispetto delle gerarchie e l'igiene. 

DOMANDE PAGINA 358

1. Il pensiero di Comte afferma che la scienza e il metodo sperimentale sono le vie più adatte per raggiungere un sapere corretto. 

2. La teoria evolutiva venne a legarsi alla pedagogia, grazie alla concezione del processo educativo come un campo di applicazione dele forze evolutive messe a punto sul piano biologico, sociologico ed etico. 

venerdì 15 gennaio 2021

I LATI NEGATIVI DELLA GLOBALIZZAZIONE E I NO GLOBAL
 Molti studiosi che si sono occupati di studiare la globalizzazione ne hanno evidenziato gli aspetti critici. Infatti, sopratutto a proposito della globalizzazione economica, è stato osservato che il prezzo da pagare per la globalizzazione delle merci è il non altrettanto globalizzarsi dei diritti: anzi spesso vi è un annichilamento di questi.

Inoltre la grande diramazione e diffusione di modelli culturali standardizzati, a fronte della necessità umana di identificarsi ha portato ad un grande senso di insicurezza. Sono per questo nati movimenti subculturali, che cercano su contrastare la globalizzazione, favorendo la loro cultura locale. 

Esistono anche dei movimenti (hanno diversa forma e natura) che si oppongono in modo diretto e conciso alla globalizzazione: i no global. I no global sono dell'idea che questa globalizzazione non sia affatto globale, ma che benefici sono un settore della società. Infatti, se questo processo non viene moderato, il mondo intero finirà per seguire un'ideologia neoliberista, che arricchirebbe unicamente le multinazionali e i governioccidentali. Si propone dunque un rinvigorimento delle piccole realtà economiche e culturali. Pur essendo un movimento con sedi frammentari, i no global sono riusciti a compiere azioni concrete ed efficaci, come da esempio il G8 di Genova; sono anche riusciti a portare ai governi problematiche quali le differente tra il mondo povero e il mondo ricco e la necessità di creare scenari mondiali più equi.

DOMANDE PAGINA 348

1. la nascita delle subculture è data dalla necessità umana di indetificarsi, messa in crisi di fronte alla tendenza alla globalizzazione culturale: in tal senso, le subcultura propongono la riascesa delle culture locali.

2. Le idee che accomunano i no global sono che I no global sono dell'idea che questa globalizzazione non sia affatto globale, ma che benefici sono un settore della società. Infatti, se questo processo non viene moderato, il mondo intero finirà per seguire un'ideologia neoliberista, che arricchirebbe unicamente le multinazionali e i governioccidentali. Si propone dunque un rinvigorimento delle piccole realtà economiche e culturali.

3.  i no global sono riusciti a compiere azioni concrete ed efficaci, come da esempio il G8 di Genova e a portare ai governi problematiche quali le differente tra il mondo povero e il mondo ricco e la necessità di creare scenari mondiali più equi.



LE VARIE FORME DI GLOBALIZZAZIONE

LA GLOBALIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI

 La globalizzazione è un fenomeno che coinvolge anche il mondo dell'informazione: grazie all'avvento dei mezzi di comunicazione teconologici, oggi è possibile fare esperienza diretta di tutto ciò che accade in paesi anche lontani. Oltre alle informazioni, nello stesso modo si trasmettono anche contenuti simbolici che vanno a premere sulla nostra concezione del mondo e dei rapporti sociali, come mode o stili di vita.

LA GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA

Al giorno d'oggi nessuna economia statale può considerarsi autonoma, sopratutto sotto l'aspetto commericale: non è detto che un prodotto comprato in Italia, si anche prodotto in Italia; questo fenomeno prende il nome di globalizzazione del lavoro. Molto spesso può risultare però dannosa, perché può sfocare in sfruttamento di manodopera di Paesi in cui questa casta meno.

Sono aumentati ajche gi scambi e i flussi finanziari, perché legati al denaro elettronico e alla presenza delle multinazionali.

LA GLOBALIZZAZIONE POLITICA

La globalizzazione politica si manifesta particolarmente sotto forma di perdita di potere dello Stato nazionale. Un aspetto caratteristico di questo processo, è la tendenza alla scelta di relazioni internazionali, sia per quanto concerne situazioni locali che internazionali. Ciò implica che nessuna questione sia di competenza di una sola nazione: ciascuno Stato si sente sempre più coinvolto in quanto succede nel mondo.

LA GLOBALIZZAZIONE ECOLOGICA

Siccome è interesse di tutti che l'ambiente non venga danneggiato, è stato necessario attuare degli interventi si sensibilizzazione per la tutela dei luoghi a rischio; questo è stato possibile grazie ai nuovi mezzi di comunicazione tecnologici. Sul piano politico, questo va ad intrecciarsi con la globalizzazione politica, in quanto le manovre politiche per la conservazione del pianeta, sono da prendere internazionalmente, più che nei singoli stati. Questo fenomeno si chiama globalizzazione ecologica.

LA GLOBALIZZAZIONE CULTURALE

La globalizzazione ha importanti manifestazioni anche a livello culutale. Inizialmente gli effetti della globalizzazione vennero interpretati come un tentativo di uniformazione e omogenisswsion4 r4ll4 diverse tradizioni, per creare un'unica cultura globale; ma con il passare del tempo, ci si è accorti che le realtà globali tendevano comunque a mantenere le loro tradizioni, pur conoscendone anche altre provenienti da diverse zone del mondo. Parallelamente però sono nate anche dele forme culturali ibride, ovvero dei valori  nati in un determinato stato, ma diventati poi internazionali: il costo di questo processo, è la completa perdita di significato del valore stesso. 

PAGINA 347 DOMANDE

1. la globalizzazione ha coinvolto anche il mondo dell'informzione, poiché grazie ai mezzi tecnologici è stato possibile rendere molto più divulgativi gli avvenimenti.

2. la globalizzazione dell'economia può risultare dannosa, perché può sfociare in sfruttamento di manodopera di Paesi in cui questa casta meno, da parte delle multinazionali.

3. la globalizzazione ha come effetto la perdita di potere degli stati nazionali, poiché fa prevalere un interesse internazionele per gli avvenimenti: di conseguenza le decisioni in merito a quest'ultimi non sono prese da un'unica nazione, am da organizzazioni internazionali.

4. la mcdonalizzazione della società è un altro termine per indicare la globalizzazione, che fa riferimento alla catena di far food, che in rapido tempo da una realtà confinata è diventata una multinazionale.


SOCIOLOGIA A COSA PUO' PORTARE L'UTILIZZO DEI MEDIA? Con l'avvento dei meda, molti studiosi iniziarono a domandarsi su quali eff...