martedì 23 marzo 2021


LE ARTI TRIBALI

Una forma d'arte che mosse molte domande da parte degli antropologi fu l'arte africana. Particolarmente interessanti sono le arti dei Kalabari, che molti antropologi, tra cui Robin Horton, hanno studiato: secondo loro, le costruzioni artistiche rappresentava un tentativo delle persone di contenere gli spiriti maligni. Infatti non avevano alcun scopo estetico, ma protetto: dovevano infatti presentare il nome dello spirito imprigionato.  Un altro esempio può ritrovarsi presso le popolazioni Yoruba della Nigeria, venivano spesso create delle maschere, le egungun e le gelide: le prime di carattere sacro, le seconde di carattere profano.

Un caso ancora più interessante è quello della Nuova Guinea, presso gli Abelem, i quali sono soliti a commerciare tale dipinte, da appendere nelle caverne dove abitano, come rito di iniziazione. Secondo l'antropologo Antony Forge, queste talìvole dovevano avere funzione magica di protezione della caverna o delle terre. Anche in queso caso, il canone estetico si basava sulla loro utilità.

E' utile ricordare, che anche presso le popolazioni preistoriche eisisteva il gusto per l'arte propiziatoria. Ricordiamo a proposito le pitture di Lascaux, anche se ad oggi non è. chiara la loro funzione specifica: sono infatti ubicate in caverne molto buie e profonde, in cui sicuramente le persone non usavano abitare. 

L'ARTE TRIBALE AD OGGI

A partire dal XIX secolo, in Europa e negli Stati Uniti si diffuse il gusto per l'arte preistorica e tribale, anno che spesso si vedono mostre a tema. In alcuni musei si privilegia il alto puramente estetico delle opere, mentre presso altri il lato significativo intrinseco. 

Il motivo di questo fenomeno sta nel fatto che, alla fine dell'ottocento molti artisti iniziarono a viaggiare nell zone dell'Africa, dell'Oceania e delle Americhe. Le arti trovati in questi luoghi, venivano intese come modo per colmare quella discrepanza generata dalla seconda rivoluzione industriale: questo atteggiamento prende il nome di primitivismo  e il suo maggiore esponente fu Paul Gaugain. In seguito, questa corrente died origine al modernismo, che esalta le arti esotiche e ha l'intenzione di svincolarsi dalla modernità occidentale.

La sintesi di questi due movimenti converse nel Primitivisivmo.

IL MERCATO TRIBALE

Gli oggetti importanti dagli artisti che compivano viaggi nelle zone esotiche, iniziarono anche ad essere venduti; inizialmente a poco prezzo, e successivamente alla creazione di parametri di autenticazione, anche a moltissimi soldi. Quello che ha permesso la mercerizzazione di questi concetti fu la loro completa scomparsa dei riti e delle religioni che davano valore ad essi.

Nonostante questo, la nascita di questo nuovo gusto portò alla nascita di un nuovo senso comunitario, che abbraccia le persone apparenti a tali culture, come accadde per i Maori in Nuova Zelanda. 

DOMANDE PAGINA 288

1. l'arte africana si concretizza attraverso sclutre, maschere o dipinti con funzione magica. 

2. le pitture rupestri fanno sorgere problemi di interpretazione del loro significato, considerando che si trovano in lugh inusuali. 

3. l'inglobamento degli oggetti selvaggi è dato da fatto che le tradizioni a cui appartenevano sono scomparse.


ANTROPOLOGIA

CREATIVITA' E CULTURA

L'essere umano ha la capacità e la necessità di creare sempre nuove forme culturali: è un essere estremamente creativo. Una delle maggiori espressioni della creatività sono la festa e il rito.

La differenza maggiore tra rito e festa è che il primo ha un'organizzazione specifica, mentre la festa può essere anche personale, e non di matrice religiosa. Infatti, tra i due, la festa è l'atto maggiormente creativo e più comunitari, in cui molte persone si trovano a celebrare uno stesso avvenimento (definizione dell'antropologo Turner). Infatti, altri studiosi hanno individuato la funzione della festa proprio come creante di comunità; altri invece la considerano una descrizione sociale.

L'ARTE, LE ARTI E L'ESPRESSIONE ESTETICA

Una delle forme in cui meglio riconosciamo la creatività umana è l'arte. L'arte rientra in quei concetti che l'antropologo Clifford Geertz ha chiamato vicini all'esperienza, ovvero che all'interno di una cultura possono essere utilizzati liberamente da tutti. Infatti, ogni cosa può essere oggetto d'arte, ed ognuno un'artista. 

Generalmente potremmo dire che le arti si dividono in visive e non visive: nel primo gruppo rientrano la scultura, la pittura, ecc, e nel secondo la musica e il canto. Ad ogni modo, la cosa che accomuna tutte le arti è l'espressione estetica; per esprimersi esteticamente bisogna però anche percepire esteticamente, ovvero selezionare ciò che può essere reso arte. Infatti, potenzialmente ogni cosa, come già detto, può essere oggetto d'arte, ma è anche importante dare valore a questa data arte. 

DOMANDE PAGINA 279

1. la creatività culture è la necessità umana di creare culture, con riti e festività annessi.

2. la percezione estetica è determinata dalla facoltà dell'artista di vedere il mondo artisticamente.

lunedì 22 marzo 2021


INTERNET

Il più recente media inventato è sicuramente internet: una rete formata da un'interconnessione di decine di migliaia di reti telematiche locali, ovvero un insieme di computer che funzionano a distanza. Una delle sue caratteristiche principali è che non possiede un centro di sistema: non c'è un emittente che decide cosa proporre alle persone; infatti ogni persona che riceve informazioni da internet, può anche immetterle. 
Uno delle basi cui adopera internet è il web. Originariamente infatti, questo non esisteva, e chi utilizzava internet doveva avere delle competenze informatiche specifiche: fu però un fisico ricercatore del Cern di Ginevra, Berners-Lee a semplificare i suoi processi di funzionamento. Egli dispose una serie di file consultabili contemporaneamente da vari utenti e capaci di trasmettere disegni, foto, figure, diagrammi. Tra il 1989 e il 1992, insieme ad una rete di informatici, egli elaborò un sistema informatico capace di mantenere i file perennemente online, basato sul concetto di ipertestualità: un nuovo sistema di rinvii da una pagina web all'altra, ovvero i link. 

IL WEB 2.0 E IL DIGITAL DIVIDE

Lo sviluppo teconolico ha permesso di introdurre un altro tipo di web: il web 2.0, che permette l'immissione in Rete da parte di chiunque, in qualsiasi momento, senza il bisogno di particolari doti informatiche. Infatti, esso è quasi diventato uno spazio sociale di comunicazione e scambio di informazioni, anche appartenenti alla quotidianità della vita. 
Internet, grazie alla particolarità appena citata, è diventato anche un mezzo per il superamento delle disuguaglianze di tipo politico e sociale; ciononostante si andò a creare un. nuovo fenomeno, chiamato digital divide, una discrepanza tra coloro che sono capaci di padroneggiare il mezzi tecnologici e chi no.

DOMANDE PAGINA 444
1. è difficile spiegare cos'è internet poiché esso rappresenta un sistema molto complesso.
2.   Una delle sue caratteristiche principali è che non possiede un centro di sistema: non c'è un emittente che decide cosa proporre alle persone.
3. il www è nato grazie al lavoro del fisico ricercatore del Cern di Ginevra, Berners-Lee, il quale semplificò i processi di funzionamento del precedente algoritmo della rete.
4. Lo sviluppo teconolico ha permesso di introdurre un altro tipo di web: il web 2.0, che permette l'immissione in Rete da parte di chiunque, in qualsiasi momento, senza il bisogno di particolari doti informatiche. Infatti, esso è quasi diventato uno spazio sociale di comunicazione e scambio di informazioni, anche appartenenti alla quotidianità della vita. 



I PRIMI MEZZI DI COMUNICAZIONE: I GIORNALI

Il primo mass media inventato fu la stampa, che passò presto dall'essere un mezzo di riproduzione di testi, ad un mezzo di trasmissione di informazioni: attraverso i giornali, che ebbero diffusione di massa dal XIX secolo. Essi avevano lo scopo di tramettere e commentare le notizie. 

Un passo avanti per raggiungere un media simile ai nostri, fu importante l'invenzione del telegrafo, il primo mezzo che era in grado di trasmettere informazioni a distanza. Nonostante questo, i giornali rimasero comunque il principale mezzo di comunicazione con la massa, poiché era più economico rispetto ad altri mezzi.  

IL CINEMA

Il cinema nacque alla fine del 1800, ed ebbe da subito un grande successo: era infatti un mezzo di intrattenimento popolare, poiché non esigeva un resoconto dello spettatore. Molto spesso però, la sua funzione puramente intrattenitiva venne estesa: si iniziarono a diffondere film di informazione, ma anche atteggiamenti, convinzioni e modi di pensare. Pertanto il cinema ha avuto una funzione di omogenizzazione della cultura dominante. 

LA RADIO

LA diffusione della radio come mezzo di comunicazione di ebbe nel 1920.  Ebbe molto successo perché per utilizzarlo non c'era bisogno di saper leggere o di pagare: è un medium popolare, un mezzo di comunicazione di massa globale, che garantisce fra l'altro l'istantaneità delle trasmissione. Il fattore più interessante è che ebbe anche maggiore successo della televisione. 

LA TELEVISIONE

La televisione ebbe una notevole diffusione dopo la Seconda Guerra mondiale: il suo successo stette nella sua facilità di accesso e la sua facoltà di riempire il tempo libero. 

Inizialmente la televisione era in mano allo Stato, quindi i programmi trasmessi erano abbastanza deviati; la liberalizzazione delle trasmissione televisive si ebbero nel 1976, quanto meno in Italia. Infatti oggi possiamo accedere ad una grandissima gamma di canali, soprattutto grazie all'avvento della televisore satellite, che permette di accedere a canali anche esteri. A proposito differisce dalla televisione tradizionale, perché quest'ultima prevedeva la scelta consapevole dei programmi da guardare. Pertanto, oggi c'è molta distanza tra il pubblico e coloro che creano i programmi televisivi. 

DOMADE PAGINA 441

1.  i giornali ebbero diffusione di massa dal XIX secolo, ed ebbero molto successo perché economici.

2.  la sua funzione puramente intrattenitiva venne estesa: si iniziarono a diffondere film di informazione, ma anche atteggiamenti, convinzioni e modi di pensare.

3. la radio ebbe molto successo perché per utilizzarlo non c'era bisogno di saper leggere o di pagare.

4. la diffusione della televisione riempì il tempo libero delle persone.

I MASS MEDIA E I NEW MEDIA

Quando la comunicazione mediale permette agli interlocutori di rivolgersi ad un grandissimo numero di persone si parla di comunicazione di massa. Nella definizione di massa è sempre rientrata una grande quantità di persone passive, anche se recenti stufi hanno smentito questa passività: le persone utilizzano infatti, i media a loro vantaggio. Nonostante questo rimane una quasi comunicazione: non si crea infatti una vera e propria interazione; oggi si fa infatti riferimento al concetto di comunicazione unidirezionale. 

Infatti, si sta sempre più diffondendo l'ideale di New Media: mezzi mediatici che hanno il compito di diffondere informazioni, più che creare una vera e propria comunicazione: la comunicazione è dunque alla pari, vi è un'interazione paritaria. Un esempio lampante è internet.

La rivoluzione digitale ha permesso di introdurre due importanti novità nel mondo della comunicazione: in primo luogo, la possibilità di trattare le informazioni attraverso un unico codice di decodifica, ovvero la multimedialità; in secondo luogo ha reso facile costruire messaggi, portando alla crescita del fenomeno dell'interattività: la facoltà del destinatario di trasformarsi in mittente. 

DOMADE PAGINA 437

1. la comunicazione mediale diventa di massa quando permette agli interlocutori di rivolgersi ad un grandissimo numero di persone.

2. il pubblico viene definito passivo poiché non interagisce con l'interlocutore.

3. la differenza tra mass media e new media è che quest'ultimi hanno il compito di diffondere informazioni, più che creare una vera e propria comunicazione.

4. La rivoluzione digitale ha permesso di introdurre due importanti novità nel mondo della comunicazione: in primo luogo, la possibilità di trattare le informazioni attraverso un unico codice di decodifica, ovvero la multimedialità; in secondo luogo ha reso facile costruire messaggi, portando alla crescita del fenomeno dell'interattività: la facoltà del destinatario di trasformarsi in mittente. 

5. L'interattività è la facoltà del destinatario di trasformarsi in mittente. 

venerdì 19 marzo 2021


IL LINGUAGGIO

Abbiamo parlato dell'importanza di n codice comune di comunicazione; un esempio concreto potrebbe essere la lingua parlata, o più in generale il linguaggio: il linguaggio è la capacità generale dell'uomo di esprimersi attraverso gesti  e segni fonetici, in modo tale da tramettere ai propri simili significati anche molto complessi. Esso è l'applicazione concreta di un codice, con lo scopo di comunicare.

Nonostante questo, il linguaggio non è mai un carattere naturale dell'essere umano, ma una convenzione sociale, ovvero l'istituzionalizzazione di norme sociali: deve essere appreso e non è innato. Come aveva espresso Emile Durkheim, il linguaggio è una tipica istituzione sociale, e per questo appare esterna e coercitiva rispetto alla volontà e ai desideri umani. 

DIVERSI TIPI DI COMUNICAZIONE: LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

Oltre alla comunicazione verbale, esiste anche la comunicazione non verbale, che non permette però di raggiungere lo stesso grado di comprensibilità. Essa infatti si costituisce di gesti, che sono facilmente fraintendibili: generalmente infatti, la comunicazione non verbale accompagna solamente quella verbale, non sostituendola.

LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE E MEDIALE

La comunicazione che negli consente a tue soggetti di comprendersi, è la comunicazione interpersonale, ovvero faccia a faccia; infatti può utilizzare contemporaneamente il linguaggio verbale e non verbale, e permette di porsi empiricamente in relazione con l'altro. Tuttavia non è sempre possibile comunicare direttamente: a volte è necessario ricorrere a mezzi di mediazione, rendendo la comunicazione più sterile.

LA COMUNICAZIONE MEDIALE

Un fondamentale vantaggio della comunicazione mediale è la possibilità di tramettere ad una grandissima quantità di persone il messaggio, poiché utilizzano spesso mezzi telefonici e multimediali. Inoltre, la comunicazione mediale consente di registrare le comunicazioni, dunque oltre e superare i limiti speziali superano anche quelli temporali, poiché si conservano nel tempo. In tal senso l'invenzione della scrittura è stata fondamentale, poiché ha permesso l'archiviazione dei saperi; di controparte però, la cultura basata sul ragionamento logico viene sostituita a quella basata sulla memorizzazione.

LA COMUNICAZIONE E LA QUASI COMUNICAZIONE

E' bene dire che non tutti i media funzionano allo stesso modo: esistono alcuni mezzi, come il telefono, che potenzia la comunicazione interpersonale, mentre mezzi come la radio creano un nuovo tipo di comunicazione, detta quasi comunicazione. Infatti, il suo scopo è quello di comunicare al numero massimo di persone possibili, senza prendere in considerazione la loro risposta.

DOMANDE PAGINA 429

1. il linguaggio naturale è costituito da gesti, quello artificiale da assiomi.

2.  il linguaggio non è mai un carattere naturale dell'essere umano, ma una convenzione sociale, ovvero l'istituzionalizzazione di norme sociali: deve essere appreso e non è innato.

DOMANDE PAGINA 431

1. la comunicazione non verbale si costituisce di gesti, che sono facilmente fraintendibili ed è per questo meno sicura della comunicazione verbale.

2. on è sempre possibile comunicare direttamente: a volte è necessario ricorrere a mezzi di mediazione.

3. la comunicazione interpersonale, ovvero faccia a faccia è più ricca perché può utilizzare contemporaneamente il linguaggio verbale e non verbale, e permette di porsi empiricamente in relazione con l'altro.

DOMANDE PAGINA 434

1. la caratteristica fondamentale dei mezzi di comunicazione è la mancata presenza di un contatto faccia a faccia tra i componenti della comunicazione.

2. l'invenzione della scrittura è stata fondamentale, poiché ha permesso l'archiviazione dei saperi.

3. lo scopo della quasi comunicazione è quello di comunicare al numero massimo di persone possibili, senza prendere in considerazione la loro risposta.


SOCIOLOGIA

COSA SIGNIFICA COMUNICARE?

Per vivere in una comunità siamo costretti a comunicare; però, anche se è un'azione che compiamo giornalmente, spesso dimentichiamo quanto complessa sia realmente. Infatti, comunicare significa mettere in comune con gli altri rappresentazioni mentali, che hanno un determinato significato. 

Per rendere la comunicazione ottimale, è necessario creare delle condizioni di base. La prima conduzione è che esista un canale, ovvero che ci siano almeno due persone; la seconda condizione è che i significati vengano messi in comune, ovvero che esista un messaggio; la terza condizione è che i soggetti di possano comprendere l'un l'altro, ovvero che esista un codice comune, un linguaggio condiviso; la quarta condizione è l'esistenza della volontà di comunicare. Questo schema ricalca quello del famoso linguista russo Roman Jakobson.

DOMANDE PAGINA 428

1. comunicare significa mettere in comune con gli altri rappresentazioni mentali, che hanno un determinato significato. 

2. La prima conduzione è che esista un canale, ovvero che ci siano almeno due persone.

3. senza la presenza di un codice comune di comunicazione, i soggetti non si capirebbero e la comunicazione stessa diventerebbe impossibile.

4. lo schema di Jakobson si costituisce di quattro conuizioni necessarie alla comunicazione: la prima conduzione è che esista un canale, ovvero che ci siano almeno due persone; la seconda condizione è che i significati vengano messi in comune, ovvero che esista un messaggio; la terza condizione è che i soggetti di possano comprendere l'un l'altro, ovvero che esista un codice comune, un linguaggio condiviso; la quarta condizione è l'esistenza della volontà di comunicare

SOCIOLOGIA A COSA PUO' PORTARE L'UTILIZZO DEI MEDIA? Con l'avvento dei meda, molti studiosi iniziarono a domandarsi su quali eff...